venerdì 4 novembre 2016

Hanan Al Hroub, la maestra migliore del mondo tra i bambini del campo profughi


La maestra elementare di Betlemme, 5 figli, vincitrice del Global teacher prize 2016, il premio da un milione di dollari per il docente che si è maggiormente distinto nel suo lavoro: "A noi palestinesi hanno portato via la terra perché eravamo ignoranti"

DUBAI - 
“Sono nata e cresciuta in un campo profughi tra violenza, soprusi e tensione quotidiana. Non ho avuto una vera infanzia e invece vorrei che i nostri figli, che tutti i bambini del mondo, potessero ridere, giocare, imparare a convivere in un clima sereno. Sono diventata insegnante per crescere una generazione che sappia vivere in pace”. 

Hanan Al Hroub, 43 anni e cinque figli, maestra elementare nel campo profughi palestinese di Betlemme, ancora non riesce a credere di aver vinto il premio Nobel dei professori, "The Global teacher prize" indetto dalla Varkey Foundation. È la miglior docente del mondo dopo aver battuto altri ottomila candidati. Il sorriso occupa tutto il suo bel volto mentre le immagini della sua terra, dei giorni in classe, tra timori e speranze confinate nel campo, diventano realtà in un fiume di parole.

Cosa dirà ai suoi studenti domani?
Che sono il futuro dell'umanità, che le nostre armi sono solo l'educazione e l'istruzione. Con quelle possiamo cambiare il mondo, farlo diventare un luogo più giusto e pacifico.

Cosa farà con il milione di dollari del premio?
Vorrei usarlo per aiutare chi, di qualunque paese, vuole studiare e non ha i mezzi. O per i professori che vogliono imparare il mio metodo per combattere la violenza e l'aggressività.

Da cosa è nato il suo metodo?
Studiavo letteratura inglese all'università. Un giorno mio marito, mentre tornava a casa con i figli, è stato ferito a colpi di fucile dai soldati israeliani. I bambini hanno assistito impotenti, lo hanno visto a terra, coperto di sangue. Sono rimasti scioccati, non riuscivano più a studiare, ad uscire di casa. Era già difficile prima, vivere tra check pont e arresti. Dopo il ferimento non erano più gli stessi. Allora ho deciso: ho lasciato l'università e sono diventata io la loro maestra, ho cercato di riavvicinarli allo studio con il gioco e, giorno dopo giorno, anche i compagni di scuola hanno cominciato a venire da noi. Imparavano divertendosi. Decidere di insegnare in una vera classe è stato il passaggio successivo
. 

Come insegna?
È difficile per ragazzini che crescono in un clima di violenza, ingiustizia e sopruso concentrarsi, studiare. Diventano facilmente aggressivi perché sono tristi, frustrati dalla realtà. Così quando arrivano a scuola cerco di essere allo stesso tempo un'insegnante e una sorta di genitore che li conosce a fondo, sa le loro debolezze e i loro problemi. Attraverso il gioco li educo ad ascoltare gli altri, a comprendere le opinioni diverse, ad accettare la sconfitta senza rabbia. Creo un clima di collaborazione, fiducia, rispetto. E i risultati si sono visti: meno aggressività, voti migliori
. 

La sua è una vittoria per la Palestina?
Sì, con me hanno vinto tutti i docenti del mio paese. Dedico a loro la mia vittoria e anche a tutti i professori che insegnano in condizioni difficili, a chi come me crede che l'educazione, il sapere, siano le armi per cambiare il nostro futuro, il mondo. A noi palestinesi hanno portato via la terra perché eravamo ignoranti, ma le cose cambieranno. Come dice il verso di un poeta palestinese: "Nel corso del tempo potremo magari fare cose da prigionieri, ma stiamo educando la speranza"
. 

Il Papa ha annunciato la sua vittoria.
Sono ancora incredula che una persona della sua levatura religiosa mi abbia nominata, che abbia ricordato il diritto dei bambini a giocare, ridere, che abbia parlato dell'importanza dei professori nel segnare le vite. Vorrei incontrarlo, le sue parole hanno significato per me che veramente c'è una volontà comune di combattere la violenza e vivere in pace.

di Caterina Pasolini

15 marzo 2016

FONTE: Repubblica.it  



Amare il proprio lavoro, svolgerlo con dedizione e passione, sopratutto quando questo porta frutti di pace e concordia..... ebbene, anche questo è Amore.
Grazie Hanan Al Hroub!

Marco

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