lunedì 29 settembre 2014

“Casa Martin”, la casa dell'Amore


Lui si chiama Eugenio Marrone, lei si chiama Paola Stocco, sono sposati da più di 30 anni, sono profondamente Cristiani e dal 1988 fanno parte del Cammino Neocatecumenale della Parrocchia S. Teresa del Bambino Gesù a Verona. Nella loro casa, “casa Martin” (che prende il nome dal cognome dei genitori di Santa Teresina del Bambin Gesù, di cui i coniugi Marrone sono devotissimi) un amena villetta circondata da fontanili e giardino a Castel d'Azzano, in provincia di Verona, l'Amore coniugale e familiare viene vissuto nel senso più autentico, genuino e Cristiano del termine.
La loro è una famiglia “speciale”, con ben 11 figli, 6 naturali e 5 adottivi, più altri 7 volati in Cielo prima ancora di venire alla luce Che ci attendono e ci preparano la Festa” dice Eugenio. Ma la loro, è bene sottolinearlo, non è una casa famiglia, né una struttura per l’affido.... è solamente un luogo in cui Eugenio e Paola hanno deciso di vivere in pienezza l'Amore matrimoniale e familiare e mettere a disposizione il loro affetto per i bambini che non ne hanno ricevuto.

La nostra è una famiglia Cristiana che grazie all'Amore di Dio, incontrato nei fatti dolorosi della vita, è potuta crescere prima nell'amore coniugale e poi come nucleo familiare - dice Paola -. Avevamo sei figli, tutti voluti, desiderati, cercati... ciò che ci interrogava e ci turbava, non era il pensiero di queste stupende creature, ma il fatto che oltre a questi sei doni, ce n'erano altri sette volati in Cielo senza vedere la luce
. Nella mia mente – prosegue Paola - si faceva sempre più certa l'idea che Dio, con questi fatti dolorosi, ci voleva mandare un messaggio.

La conferma è arrivata nel dicembre del 2000, quando le spoglie di Santa Teresina di Lisieux hanno visitato la Basilica a Tombetta (Verona).
In una notte intera di veglia, fruttuosa per tutta la nostra famiglia, durante la preghiera e l'intensa meditazione ho sentito che era veramente quanto dovevamo fare: aprirci all'adozione. Ne ho parlato con mio marito alla fine della veglia e, dopo aver ottenuto il consenso entusiasta e unanime dei nostri figli, abbiamo cominciato a pensare come realizzare questa "rivelazione". Ho pregato tanto S. Teresina e S. Rita, la "Santa dell'impossibile", perché sapendo che anche lei aveva provato il dolore della perdita dei suoi figli poteva ridonare al mio cuore la vera Pace, ha confessato Paola.
Così la famiglia Marrone, con Fede ed entusiasmo, si sono resi disponiobili per adottare altri figli:
Ci chiesero subito se non ne avevamo abbastanza di figli. Non volevamo togliere l’opportunità di adottare a chi non poteva averne, così rispondemmo di affidarci quelli che nessuno voleva.

Dopo i loro sei figli naturali (di cui uno sacerdote in Canada e una sposata a Bolzano), sono arrivati questi cinque bimbi, tutti con difficoltà cognitive e fisiche. Per ultimo, è arrivato un bimbo in affido, che non cammina.
Questa scelta è stata concordata con i nostri figli e abbiamo posto determinate condizioni
. A cominciare dalle regole. A Casa Martin tutto è ben organizzato: dalla stireria, dove c’è uno scaffale con il nome di ciascuno su cui posare gli abiti puliti e pronti, alla sala studio costellata di scrivanie. In due ampie stanze, con letti a castello o matrimoniali, dormono i ragazzi. Attorno alla villetta, molto funzionale (acquistata da un architetto con un mutuo trentennale), c’è un ampio giardino, dove gironzolano i loro cani. Si può anche percorrere un sentiero che corre lungo due risorgive, recuperate dai Marrone, dove vivono cigni, anatre, tacchini e animali da cortile.
Paola si alza alle 5.30 e tra terapie, visite, analisi, udienze, professori e catechismo, se ne va a dormire ben dopo la mezzanotte. La sveglia, poi, suona altre due volte: alle 6 meno dieci i ragazzi si alzano per andare a scuola a Verona. Alle 6.45 tocca ai più piccoli.
Tutto procede linearmente, come in una famiglia – dice Paola - Poi preghiamo insieme: se ce la facciamo è perché Qualcuno ci sostiene. Certo la nostra vita non è una passeggiata, ma a noi piace la montagna e sappiamo che dopo una dura e lunga salita, ci aspetta il panorama più bello del mondo. Ma la cosa più sbalorditiva è che, pur arrivando ogni notte a letto sfiniti, mai ci manca la forza per dire al Signore il nostro GRAZIE per l'Amore che ha messo nei nostri cuori e che ci accompagna sempre.

Ma la vita in casa Martin non si ferma qui: ora vuole diventare qualcosa di più, un vero e proprio progetto che si chiamerà "Dal bozzolo alla farfalla".
Un progetto per dare vita alla vita, per crescere i bambini in difficoltà e accompagnarli finché potranno spiccare il volo spiegano i coniugi Marrone.
La volontà infatti è quella di allargarsi ancora, sfruttando il Piano casa e recuperando nuovi spazi per accogliere altri bambini:
La casa è grande, ma se dovesse arrivare un "nuovo" figlio non abbiamo più stanze. E noi vorremo ancora accogliere bambini con disabilità o ragazzi più grandi che sono in istituto e vogliono una famiglia. Siamo anche in contatto con i tribunali di Firenze e Palermo e con i servizi sociali dell’Ulss che ci chiamano per affidarci ragazzi. Ma il progetto di ampliamento si farà solo se la Provvidenza arriverà.
Eugenio è consulente del lavoro, ma Casa Martin non si mantiene certo con il suo studio professionale:
A malapena ci serve per pagare il mutuo. Ci sono, soprattutto, tante persone che ci aiutano, dandoci alimenti o vestiario. E poi, quando serve, il denaro arriva. E questo è un segno che Qualcuno ci sostiene.

La missione della famiglia Marrone è del tutto gratuita e va ancora oltre. Perché Casa Martin vuole essere anche un esempio e un supporto a famiglie con bambini disabili che possano qui trovare un punto di riferimento: Non diamo nessun supporto terapeutico – spiega Eugenio – solo la nostra esperienza di vita.
Ma perchè tutto questo si compia, alla grande famiglia Marrone serve anche un aiuto, non tanto economico, quanto piuttosto "fisico": si cercano cioè persone di buona volontà che vogliano darsi da fare e abbracciare questa scelta di vita.
Il nostro progetto non è fine a se stesso, ma è utile anche alle famiglie e alla realtà che ci circonda. Non cerchiamo soldi, ma persone che si innamorino di questa casa e che possano rendersi utili se hanno tempo libero e non sanno come impiegarlo: qui si possono fare mille cose, dall’aiuto nelle faccende domestiche all’accudire i bambini. Vorremmo che questa realtà, che è una rete di amore, fosse conosciuta il più possibile perché chi ha bisogno o chi vuole darsi all’altro sappia dove venire.

Per conoscere meglio Casa Martin esiste il sito internet www.buongiornonelsignore.it. Per sostenere la famiglia anche economicamente si può versare un contributo all’Iban IT 30 K 03500 11700 000 000 015345. Causale: Donazione offerta libera per le spese di accoglienza di disabili della famiglia Marrone.

Non vi è alcun dubbio che la Fede profonda in Dio e nella "loro" Santa amatissima, Santa Teresina del Bambin Gesù, sia la vera "Forza Motrice" di questa straordinaria famiglia, e che il loro splendido esempio richiamerà tanta gente per aiutarli nella realizzazione di questo progetto d'Amore. Perchè dove ci sono Fede e Amore veri tutto può succedere.
Quando ci si rivolge a Dio con Fede e fiducia, le risposte non si fanno attendere - dice Eugenio - e sono cose molto concrete, fatti che si possono toccare con mano, come un postino che ti suona, come una lettera che ti arriva. Dio Provvede”.

E di Grazia la famiglia Marrone ne ha ricevbuta tanta in questi anni, compreso il desiderio di Eugenio, concretizzato nel maggio del 2012, di diventare diacono, un vecchio sogno che è diventato realtà.

Grazie Eugenio, grazie Paola, grazie alla vostra splendida famiglia per tutto quello che fate e per l'esempio di vita che ci date. Che il buon Dio vi benedica e vi protegga !!!

Marco

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