lunedì 30 agosto 2021

Da quattro anni dona frutta e verdura invenduta ai bisognosi: il bell’esempio di Luca Fauri

CITTÀ DI CASTELLO – Da oltre quattro anni regala ai bisognosi la frutta e la verdura inveduta al mercato di Città di Castello: il nome di questo benefattore è Luca Fauri, titolare di un’azienda ortofrutticola di circa 20 ettari che produce, nella piana di Lugnano, frutta e verdura di stagione.

Originaria del Nord Italia, la famiglia Fauri arriva a Città di Castello nel 1965, quando la madre Grazia, da cui l’azienda porta il nome, decide di esportare in Umbria l’attività di famiglia. Anche oggi la gestione è rimasta interna, con il figlio ed attuale titolare Luca Fauri, che si occupa di tutto, avvalendosi di 4 operai in pianta stabile e alcuni occasionali. Lo stand di Luca Fauri è un riferimento per i tifernati che frequentano il mercato cittadino: il martedì con la versione biologica a chilometri zero in Piazza Gabriotti e il sabato mattina nel parcheggio Raniero Collesi.

Esclusivamente frutta e verdura di stagione, come chiarisce il sito dell’azienda, ed in particolare mele e pere, specialità per le quali Fauri è famoso e che distribuisce in tutta Italia. Qualche anno fa, in occasione dell’inaugurazione dell’Emporio di San Giorgio a San Giacomo aveva iniziato a donare le quantità di frutta non vendute durante la mattina del martedì alla Caritas diocesana per le varie forme di solidarietà, tra cui la mensa e l’emporio. Oggi alla fine della mattina del martedì volontari della Caritas passano a ritirare quando è rimasto nelle cassette per impiegarlo nelle iniziative di sostegno alimentare, sia in forma diretta con la mensa che attraverso l’Emporio di San Giorgio, dove una tessera sociale, rilasciata dal Comune permette di rifornirsi di generi alimentari gratuitamente sulla base dell’Isee.

La disponibilità che Luca Fauri ha dimostrato e continua a dimostrare è encomiabile e vorremmo che altri colleghi seguissero il suo esempio, secondo la filosofia dello spreco utile e della riduzione del rifiuto” ha detto l’assessore alle Politiche sociali Luciana Bassini, incontrando l’imprenditore nel suo stand in Piazza Gabriotti.
Frutta e verdura, che altrimenti andrebbero al macero, ora servono per dare un pasto a chi non ne avrebbe e ad aiutare famiglie in difficoltà. Non è un gesto scontato ma un atto di vero civismo che esprime consapevolezza della complessità del momento e un’etica di mutualità su cui l’Amministrazione si trova d’accordo, specialmente nel distribuire il surplus delle società del benessere. Grazie dunque a Luca Fauri, che fin dall’inizio ha compiuto la sua buona azione in silenzio. Pensiamo però che sia arrivato il momento di dare un riconoscimento a lui e ai molti altri che danno una mano senza pubblicità per smussare le disuguaglianze e permettere che ad ogni persona nella nostra città siano garantite le esigenze primarie”.


22 luglio 2019

FONTE: ATV Report

giovedì 26 agosto 2021

La vedova del fondatore di The North Face ha fatto al Cile la più grande donazione di terra della storia

È la più grande donazione di terra di ogni tempo da parte di un privato a uno Stato, ed è la coronazione di un sogno che Douglas Tompkins ha coltivato per tutta la vita e non ha potuto vedere: Kristine Tompkins, ex CEO di Patagonia e vedova del fondatore di The North Face, ha firmato nei giorni scorsi con il presidente cileno Michelle Bachelet un accordo per la cessione di 400.000 ettari di terreno vergine e selvaggio al governo del Cile al fine di preservarne la biodiversità e creare cinque nuovi parchi nazionali, portando a 4 milioni e mezzo di ettari il totale di territorio protetto all’interno dei confini cileni.

Doug Tompkins è morto proprio in Cile, a causa di una ipotermia dopo un incidente in kayak, nel dicembre del 2015. Aveva fondato The North Face nel 1964 e, nel 1968 con la prima moglie, aveva fondato anche il marchio Esprit. Ceduti entrambi, viveva in Cile dal 1989 ed era arrivato a investire parecchi milioni di dollari per acquistare alcuni milioni di acri di terreno vergine tra foreste, aree umide e zone costiere tra Argentina e Cile.

Benché il territorio acquistato fosse gestito dalla Tompkins Foundation, l’associazione filantropica finalizzata a preservare la natura e la biodiversità, l’enorme investimento economico per l’acquisto di terra gli aveva procurato non poche polemiche, da chi gli contestava i posti di lavoro non creati impedendo lo sviluppo industriale nella regione a chi addirittura ipotizzava di voler cedere quei territori al governo americano per farne depositi di scorie radioattive.

La storia è andata molto diversamente e soprattutto come avevano sempre voluto Doug e Kristine Tompkins: ora buona parte di quei territori sono stati ceduti al governo cileno con l’impegno formale di costituire 5 nuovi parchi naturali per un’area totale che sarà di 3 volte la somma dei territori dei parchi di Yosemite e Yellowstone.

Tutto questo costituirà una rete di 17 parchi naturali in tutto il paese, da Puerto Montt a Capo Horn, che, secondo le stime della fondazione Tompkins potrebbero arrivare a genere 43mila posti di lavoro e un indotto annuale di 270milioni di dollari tutti legati al turismo eco-sostenibile.

La donazione della Tompkins Foundation al Cile è solo il primo passo di un progetto che a breve dovrebbe prevedere una analoga donazione di terra al governo argentino sempre ai fini della tutela e conservazione della biodiversità.


di Claudio Gervasoni

21 marzo 2017

FONTE: Sportoutdoor

martedì 24 agosto 2021

Stiv Gavrilovic salva bimba di 11 mesi caduta nel porto canale a Rimini

Stiv Gavrilovic, 42enne di origini serbe ma che lavora a Rimini come 2° capo scelto della Guardia costiera, ha salvato una bimba di 11 mesi caduta col passeggino nel porto canale di Rimini tuffandosi senza esitazioni

Una bimba di appena 11 mesi era caduta in acqua nel porto di Rimini dopo che il passeggino su cui si trovava era scivolato accidentalmente. A salvarla dall’annegamento Stiv Gavrilovic, 47enne di origini serbe ma che abita in romagna da 25 anni, dove presta servizio come 2° capo scelto della Guardia costiera. È lui l’eroe che ha portato in salvo la piccola tuffandosi immediatamente in mare dopo aver capito cosa stesse accadendo.

Il tutto davanti agli occhi terrorizzati della madre e di alcuni passanti che hanno assistito preoccupati alla scena. “Sono convinto che chiunque, a cominciare dai miei colleghi, avrebbe fatto lo stesso”, ha dichiarato Gavrilovic. Il militare ha ripercorso quegli istanti frenetici: “Quando ho visto il volto di quella bambina che spariva sott’acqua, mi sono subito venuti in mente i miei tre figli, e ho sentito un brivido freddo lungo la schiena. In momenti del genere però uno si sforza di non pensare a niente. Ho spento il cervello e mi sono tuffato”. Erano circa le 19.30 di ieri sera e Gavrilovic si trovata negli uffici della Capitaneria di porto di Rimini, a due passi dal luogo dell’incidente.

A un tratto ho sentito delle urla che venivano dalla banchina. Mi sono fiondato fuori e la prima persona che ho visto è stata la madre. Non la smetteva più di gridare, e aveva una faccia sconvolta. Mi sono sporto e ho visto la carrozzina, che stava affondando rapidamente nelle acque del canale, che in quel punto sono profonde circa 4 metri. Poi ho visto la piccola, ancora legata al passeggino. Il volto era quasi del tutto sparito sott’acqua”. A quel punto Gavrilovic ha agito seguendo solo l’istinto: “Mi sono lanciato in mare. Ho sollevato il passeggino, così da permettere alla bambina di respirare. Appena fuori dall’acqua, è scoppiata subito a piangere. Quindi, con delicatezza, l’ho slegata e l’ho presa in braccio per consegnarla ad un uomo che si trovava sulla banchina”.

I medici del 118, allertati dalla centrale operativa della Guardia costiera di Rimini, hanno visitato la bambina trovandola in buone condizioni di salute, al di là dello spavento. La mamma, ancora in lacrime, ha potuto subito riabbracciarla.Ho dovuto pregarla di smettere di ringraziarmi. Continuava a chiamarmi "il mio angelo". Le ho chiesto se potevo dare un bacio in testa alla bambina. Ha detto di sì, e la piccola mi ha sorriso. In quel momento non ce l’ho fatta più: sono scoppiato a piangere”.


22 agosto 2021

FONTE: Next Quotidiano

venerdì 20 agosto 2021

Lascia 150mila euro in eredità alla casa anziani

Che fosse un signore l’aveva ampiamente dimostrato, che non difettasse di generosità anche, ma che avesse un cuore tanto grande da lasciare alla Casa anziani un vero e proprio tesoro nessuno se lo sarebbe immaginato. Aurelio Aliverti, scomparso lo scorso 12 dicembre all’età di 95 anni è l’emblema di una vita piena, affrontata con quell’innata eleganza che lo distingueva come personaggio unico.

Una vita condivisa sino al 2007 con l’amata moglie Emilia. Venuta a mancare l’altra metà del suo cielo, trascorse qualche anno in autonomia a casa, poi la scelta di varcare il cancello della casa di riposo di via Michelangelo. Negli ultimi due anni e mezzo, infatti, Aurelio è stato circondato dall’affetto di quella che considerava la sua seconda famiglia: personale e ospiti della Rsa. Una seconda famiglia premiata da una sorpresa eccezionale, scoperta al momento dell’apertura del testamento di Aurelio: circa 150.000 euro, la quota di eredità lasciata alla Casa anziani.

Un lascito da far luccicare gli occhi, preziosissimo in un momento tanto difficile come quello caratterizzato dalla pandemia: contagi, sei decessi Covid correlati, l’improvvisa scomparsa di Stefano Landoni, dipendente in servizio negli uffici amministrativi. Ecco perché, oggi, il clamoroso dono di Aurelio assume valenza persino più preziosa della cifra economica destinata alla residenza sanitaria per anziani. «Nel testamento Aurelio ha voluto ricordare la Casa anziani - conferma la direttrice Luciana Corti - Sappiamo che l’aveva preparato prima che mi nominasse suo amministratore di sostegno. Ci diceva sempre che in casa di riposo si trovava benissimo, perché qui aveva incontrato persone che gli volevano bene e nuovi amici. Potevamo pensare che si sarebbe ricordato della Casa anziani, nel suo testamento, ma non fino al punto di lasciare alla Rsa una somma così importante: poco meno di 150.000 euro». D’altronde, lui, era fatto così. E a incorniciare affabilità e cuore immenso di Aurelio c’è un episodio, un ricordo misto a tenerezza e gratitudine che affiora nella parole della direttrice. «Quando già aveva scelto di nominarmi amministratore di sostegno - racconta Luciana Corti - voleva regalarmi un bellissimo servizio di porcellana inglese. Gli spiegai che non ero nelle condizioni di poter accettare, appunto essendo il suo amministratore di sostegno. Gli dissi che avrebbe potuto regalarlo a tutti, ma non a me. Aurelio ci rimase male...».


di Nicola Gini

30 gennaio 2021

FONTE: Prima Como

Il caso di Luca, l'Aifa ha deciso il via libera alla gratuità del farmaco Zolgensma per la SMA1

“Messo a disposizione il farmaco, sempre a titolo gratuito, anche per i bambini con peso fino a 21 kg all’interno di studi clinici che acquisiscano ulteriori dati di efficacia e sicurezza per questa categoria”. Così i PortaVoce messinesi del MoVimento 5 Stelle Francesco D’Uva e Antonella Papiro

L’AIFA ha finalmente dato il via libera alla gratuità del farmaco Zolgensma per i bambini affetti da SMA1 sotto i 13,5 kg di peso e, al contempo, ha stretto un accordo con l’azienda Novartis per mettere a disposizione il farmaco, sempre a titolo gratuito, anche per i bambini con peso fino a 21 kg all’interno di studi clinici che acquisiscano ulteriori dati di efficacia e sicurezza per questa categoria”. Così i PortaVoce messinesi del MoVimento 5 Stelle Francesco D’Uva e Antonella Papiro.

Si tratta di un bel risultato che abbiamo fortemente caldeggiato. Ci siamo infatti impegnati affinché, a livello nazionale, venisse reso gratuito questo costosissimo farmaco per più bambini possibili, tra cui anche il piccolo Luca di Milazzo che ora potrà accedervi gratuitamente. La scorsa settimana avevamo depositato un’interpellanza parlamentare, oltre alle numerose iniziative, appelli e comunicati per sensibilizzare su questo delicato tema con la consapevolezza che il diritto alla salute e alla vita deve essere per tutti. La strada intrapresa è quella giusta ma ora bisogna fare in fretta e prevedere subito, negli studi clinici preposti, la somministrazione del farmaco ai bambini come il piccolo Luca che hanno superato i 18 chili”.

La catena di solidarietà era partita per cercare di dare una speranza al piccolo Luca Sansone di Milazzo e alla sua famiglia, che aveva lanciato un appello tramite la famosa piattaforma Gofundme. E in pochissimo tempo la sua storia era diventata virale. Luca è affetto da Sma (Atrofia muscolare spinale) di tipo 1, la forma più grave, e per tentare di farcela, come spiega la madre Carmela Melissa Santoro, il bimbo ha bisogno dello Zolgensma, un farmaco che costa ben 2 milioni e 100 mila dollari. Il suo appello è stato rilanciato al nostro giornale dal Sim, sindacato italiano militari carabinieri, sezione provinciale di Messina, che vuole dare eco alla causa: “Luca è un bambino come tanti – dicono – ma a differenza degli altri è affetto da una malattia degenerativa molto grave. Perciò, come Sim Carabinieri, ci teniamo davvero a dare il nostro contributo”.


10 marzo 2021

FONTE: Gazzetta del Sud

giovedì 19 agosto 2021

Il landlord di New York che ha rinunciato agli affitti di tutti i suoi inquilini per sostenerli durante il coronavirus

Il proprietario di alcuni edifici di New York ha rinunciato a chiedere l'affitto di aprile di tutti i suoi inquilini, per sostenerli durante l'emergenza coronavirus. “Gli ho soltanto detto di prendersi cura l'un l'altro, assicurandosi che tutti abbiano cibo in tavola” ha detto.

Ha un nome italiano l'"angelo" di New York che ha sollevato il velo di disperazione che si era posato su circa 80 famiglie della City, dopo che l'emergenza coronavirus ha fatto perdere il lavoro a moltissime persone, così come è successo – purtroppo – anche a molti cittadini italiani.
Mario Salerno, che possiede diversi edifici residenziali (da lui costruiti negli anni '90), ha detto ai suoi inquilini che l'affitto del mese di aprile non era da pagare.
State al sicuro, aiutate i vostri vicini e lavatevi le mani! ha scritto sul cartello che ha appeso su tutti gli edifici.

New York è una delle metropoli statunitensi con più affittuari, e molti di loro sopravvivono un mese alla volta, spendendo gran parte dello stipendio in affitti. Il collasso improvviso dell'economia ha lasciato molti newyorkesi letteralmente nella disperazione, dal momento che rischiano di perdere la casa. Anche i proprietari hanno iniziato ad andare nel panico, appena hanno capito che molti affittuari non sarebbero stati in grado di pagare (anche più del 40% di loro).
L'effetto collaterale per gli stessi proprietari è che potrebbero non sapere come pagare le bollette dell'acqua e le varie tasse.

Mr. Salerno ha detto che a lui non interessa, e non calcola neanche la cifra persa ad aprile dai suoi 80 appartamenti. “La mia preoccupazione è la salute di tutti. Gli ho soltanto detto di prendersi cura l'un l'altro, assicurandosi che tutti abbiano cibo in tavola”.

Uno dei suoi inquilini, Mr. Gentile, di 28 anni, ha commentato il gesto ricordando che Salerno è un proprietario davvero particolare, soprattutto rispetto agli standard di New York, dimostrandosi sempre disponibile a risolvere ogni problema. Mr. Gentile è una delle persone che hanno perso il lavoro: faceva l'avvocato per una compagnia di assicurazione, e passava la maggior parte del tempo nei tribunali, finché non sono stati chiusi il 18 marzo.


6 aprile 2020

FONTE: Fatti strani dal mondo

domenica 15 agosto 2021

In bici da Bergamo a Taranto: 33enne raccoglie 24mila euro per bimbi dell'ospedale jonico

Il biker Giuseppe Russo ha completato il percorso in 11 tappe e ha consegnato l'assegno per acquistare macchinari all'ospedale SS.Annunziata di Taranto

Un assegno di oltre 24mila euro, frutto delle donazioni raccolte durante il tour in bici Bergamo-Taranto, compiuto dal 2 al 12 ottobre scorsi, è stato consegnato questa mattina al primario del reparto di onco-ematologico pediatrica dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto da Giuseppe Russo, 33enne originario di Massafra (Taranto) ma dal 2015 residente a Bergamo, promotore dell’iniziativa. Il biker ha realizzato l’impresa in 11 tappe ricevendo il sostegno della famiglia di Nadia Toffa, la co-conduttrice de «Le Iene» che fu madrina dell’altra iniziativa benefica avviata da «Tutti gli amici del mini bar» del rione Tamburi della vendita solidale delle magliette con la scritta
«Ie Jesche Pacce Pe Te». Russo ha raggiunto il reparto onco-ematologico pediatrico del SS. Annunziata dove è stato accolto dall’equipe medica e dal primario Valerio Cecinati, a cui ha consegnato l’assegno da 24.079,40 euro. Il ricavato dell’iniziativa sarà utilizzato per l’acquisto di materiale e di macchinari ad uso esclusivo del reparto onco-ematologico pediatrico.


9 novembre 2019

FONTE: La Gazzetta del Mezzogiorno

venerdì 13 agosto 2021

Il sogno di Mirko Toller diventa realtà: nasce ''Happy Land'' un Parco Avventura capace di non escludere nessuno

Il giovane di Segonzano affetto da atrofia muscolare spinale, morto a soli 16 anni nell’ottobre del 2020, voleva studiare robotica per progettare un luna park accessibile a tutti. Ora il suo sogno diventerà realtà

PORDENONE. Si chiamerà ''Happy Land'' il parco in onore di Mirko Toller, il giovane youtuber di Segonzano affetto da atrofia muscolare spinale, morto a soli 16 anni nell’ottobre del 2020. Mirko era diventato famoso per lo spot che aveva girato assieme a Checco Zalone per sensibilizzare le persone sulla sua malattia ed aveva conquistato tutti con la sua energia e la sua voglia di fare e aiutare gli altri.

"Happy Land" realizza uno dei sogni più grandi di Mirko: far nascere un parco giochi inclusivo, un luogo capace di non escludere nessuno e di far divertire tutti. L'annuncio è stato dato negli scorsi giorni dai promotori dell'iniziativa sui social, spiegando che
si tratta di un Parco Avventura completo, strutturato su 6/7 percorsi, alcuni percorribili anche in sedia a rotelle. Il parco avventura - si legge sulla pagina di Parco Sole di Notte, che ospiterà "Happy Land" - si svilupperà intorno alle piante presenti al centro del prato in modo da mimetizzarsi con esse e tutelare il patrimonio verde dell’area. Rimarrà comunque libero uno spazio di dimensioni adeguate per il passaggio di persone e mezzi destinate verso le altre aree del Parco Sole di Notte.

La struttura sorgerà a Pordenone, nell'area verde che si trova in continuità con il parco pubblico San Valentino e con il parco giochi inclusivo recentemente finanziato dalla Fondazione Pierantonio Locatelli, il primo parco avventura inclusivo in centro città. Il nome del parco dedicato a Mirko, "Happy Land", è stato scelto dal team del Parco Sole di Notte assieme al gruppo ambasciatori del Parco e ai partner del progetto. Prima di confermare l’idea, però, spiegano i promotori, è stata consultata la famiglia di Mirko Toller, che si è dimostrata entusiasta e nel post si inseriscono anche alcune frasi della mamma: Mirko l’avrebbe chiamato così – racconta Stella, la madre – perché lui stesso sognava un parco divertimenti a misura di disabilità e adatto a tutti.

In terza media, infatti, Mirko aveva affermato che alle superiori avrebbe studiato robotica per progettare un luna park accessibile a tutti. Anche alle persone con disabilità. Proprio in questi giorni il Parco Sole di Notte sta progettando in maniera più dettagliata la struttura di "Happy Land". Nel frattempo, il Comune di Pordenone sta procedendo con le necessarie verifiche amministrative. È già disponibile sulla pagina del Parco Sole di Notte una pagina destinata alla raccolta di donazioni e all’acquisizione di sponsor per sostenere il progetto di “Happy Land”.


di Marianna Malpaga

20 febbraio 2021

FONTE: il Dolomiti

giovedì 12 agosto 2021

Licenziati dormono in auto: imprenditore offre loro lavoro e un alloggio

L'imprenditore, un noto ristoratore di Velletri, è venuto a conoscenza della situazione e ha deciso di aiutare i tre che da mesi dormivano in auto

Finalmente, dopo due mesi, hanno un letto in cui dormire. Una storia commovente questa che arriva da Velletri. Protagonisti di questa vicenda a lieto fine sono tre persone rimaste disocuppate.

"Fino al 2015 ho lavorato come operaio edile per una ditta, poi venni licenziato e cominciò anche il declino del mio matrimonio. L’anno dopo ho divorziato e mi sono trovato a vivere ospite di amici dove capitava. Sono andato avanti con piccoli lavoretti saltuari, manutenzione, giardinaggio. Poi neanche più quello e si è aperto il baratro. Ho chiesto lavoro dovunque ma quando dico di avere 47 anni mi chiudono la porta in faccia", ha spiegato Massimo Solinas al Messaggero. L'auto in cui ha dormito insieme ad altri due è proprio la sua. Ora però, dopo due mesi di agonia, la situazione ha avuto una svolta insaspettata.

A tendere una mano ai tre caduti in disgrazia è stato un imprenditore consapevole della propria fortuna e intenzionato ad offrire una possibilità per rialzarsi. Si tratta di Daniele Santini, un ristoratore di Velletri titolare del ristorante Paradiso. L'uomo non ha esitato a rispondere alla loro richiesta di aiuto e ha deciso di offrire loro una sistemazione abitativa, il vitto e la speranza di un lavoro in una delle sue attività ristorative. "La decisione di intervenire per aiutare Antonella, Paolo e Massimo l’ho presa insieme a mio padre Francesco, mia madre Giuliana mio fratello Claudio e mia moglie Luisa - ha dichiarato Daniele Santini al Messaggero - Da sempre la mia famiglia non si è mai tirata indietro quando si è trattato di poter tendere una mano. L’ho fatto nella speranza che sia di buon esempio per altri ed anche per far riflettere coloro che si lamentano sempre, di quanto siano in realtà fortunati ad avere un lavoro ed una casa".


di Rachele Nenzi

6 giugno 2019

FONTE: il Giornale

mercoledì 11 agosto 2021

L'Islanda in bici per curare Camilla

Il viaggio di beneficenza di un professore di una scuola di Pontedera

In sella a una bici ci era salito solo per rimettere in sesto un ginocchio malandato dopo un infortunio su un campo di calcio. Lui, professore di educazione fisica all’Itis Marconi di Pontedera, non sapeva che da quel momento sarebbe nata una passione che gli avrebbe regalato emozioni uniche e viaggi in giro per il mondo. Un passione, però, che ha cominciato a far bene anche agli altri. E, grazie anche all’aiuto dei social network, a donare cifre sempre più importanti ai bambini e alle famiglie più bisognose. Carlo Pellegrini, 60 anni, da quasi un mese percorre in solitaria dieci ore al giorno in sella alla sua mountain bike. Tra ghiacciai, vulcani e paesaggio mozzafiato della bellissima e insidiosa Islanda. «Questo era un viaggio che avevo rimandato a settembre a causa del Covid, la Farnesina non mi garantiva il rientro e rimandai questa avventura che sognavo da tempo – ci racconta in uno dei rari giorni di sosta il professore di Vicopisano –. Due anni fa avevo percorso tremila chilometri nella Terra del Fuoco, in Patagonia. Mi piaceva l’idea di passare dal fuoco al ghiaccio, per questo ho messo in cantiere questo appuntamento con l’Islanda».

I due estremi, anche climatici, ma con una costante: la solidarietà. Nel 2019 raccolse 4.000 euro in Rete durante e dopo il suo viaggio per il Meyer di Firenze, in particolare destinati al progetto di costruzione di alloggi per le famiglie dei bimbi ricoverati a lungo termine provenienti da tutta Italia. «Ho aperto il mio profilo Facebook a fine 2018, ovviamente non per narcisismo ma proprio per comunicare al meglio lo scopo benefico dei miei viaggi – racconta ancora Pellegrini –. Ho iniziato ad andare in mountain bike a 33 anni per motivi di riabilitazione. Da quella bici, alla fine, non sono più sceso. Anzi, ho iniziato a percorrere la via Francigena, poi il cammino di Santiago e alla fine passando due mesi in Patagonia. Sono affascinato dal viaggio, magari un giorno mi romperò le scatole e abbandonerò tutto questo. Faccio qualcosa di molto faticoso, ma non mi pesa perché mi piace, mi diverte e mi rende felice. In 10 ore di pedalata al giorno, immerso in paesaggi incredibili, ho tempo di cercare me stesso tra le pieghe nascoste della mia personalità. Un viaggio attraverso le mie emozioni».

Carlo Pellegrini, e qui sta anche l’orgoglio della sua famiglia e dei suoi due figli, ha trasformato quel viaggio anche nella sua anima in qualcosa di utile, a sostegno di chi ha davvero bisogno. «Mi sono rivolto al Comune di Vicopisano per capire se potessi far restare nel territorio questo aiuto concreto. E alla fine il sindaco Ferrucci mi ha informato della storia di Camilla – spiega il professore di Vicopisano –. Non conosco lei, anche se viviamo nello stesso comune, e non conosco la sua famiglia. Ma ho accettato ben volentieri di associare il mio percorso di oltre 2.000 chilometri con lei e, appena tornato, se sarà possibile vorrò incontrarla. Non a caso la campagna da sostenere sul sito GoFundMe si chiama “In viaggio con Camilla”».

Camilla ha 16 anni, abita a Uliveto Terme. Ma ha la dolcezza, i sorrisi i modi tenerissimi e l’aspetto di una bambina. Camilla è affetta dalla sindrome oculo-auricolo vertebrale e dalla sindrome polimalformativa, due patologie rarissime. La raccolta fondi “In viaggio con Camilla” nasce dall’esigenza di sostenere la famiglia nell’acquisto di una macchina adatta per poterla aiutare negli spostamenti per le visite specialistiche ma anche per i suoi piccoli, grandi “viaggi”, come le sue amate giornate al mare. L’obiettivo è fissato a 11mila euro, per ora la raccolta sostenuta anche da Carlo Pellegrini ne ha già quasi messi insieme 3mila. «Sto pedalando e pensando tanto a Camilla, quando passo in solitaria tra la natura più selvaggia. Qui in Islanda è la natura la vera padrona, va ascoltata, rispettata e per entrarci serve farlo in punta di piedi. Ma ti fa riflettere, con le sue cascate, i vulcani e le immense colate di lava. Paesaggi lunari dove dare un senso a tutto. Conto di concludere gli oltre 2.000 chilometri, per la precisione 2.200, di questa “spedizione” entro il 27 luglio, ma se il meteo sarà un po’ più clemente degli ultimi giorni potrei concludere anche prima. Dopo un inizio positivo, con temperature estive e un sole inusuale per l’Islanda, praticamente 24 ore al giorno perché qui buio in questo periodo dell’anno non fa mai, il meteo è peggiorato negli ultimi giorni. Ma sono fiducioso, continuerò a scrivere il mio diario giornaliero su Facebook e a promuovere la raccolta fondi per Camilla e la sua famiglia». 


di Alessandro Bientinesi

16 luglio 2021

FONTE: Il Tirreno
 
 
Questo post si lega direttamente a quello pubblicato precedentemente, in cui si è raccontata la storia di Camilla e l'appello della sua famiglia per una raccolta fondi, volta ad acquistare un mezzo su misura per lei che le possa servire per i suoi spostamenti.
Quello che fa Carlo Pellegrini è degno di ogni merito, ma ciascuno di noi può contribuire alla causa di Camilla con un libera offerta, ciascuno secondo le proprie possibilità. Facciamolo allora, ricordiamoci sempre che il mare è composto da tante gocce, e ciascuno di noi può essere quella "goccia" d'Amore che può aiutare concretamente Camilla e la sua famiglia. 

Marco

lunedì 9 agosto 2021

In viaggio con Camilla

È stata istituita una raccolta fondi per comprare una macchina adatta alle esigenze di Camilla.

Camilla ha 16 anni, è nata il 27 aprile 2005, ma ha la dolcezza, i sorrisi, i modi tenerissimi e l’aspetto di una bambina. Abita a Uliveto Terme con la madre Marzia, che per starle sempre vicino, viste le sue necessità, è stata costretta a lasciare il suo lavoro, e la sorella Martina.
Il padre Dario vive a Tirrenia, un luogo che la bambina adora perché c’è il mare: la sua passione.
Camilla è una bambina serena e molto amata. Insieme al vento, che quasi sembra che tenti di ascoltare, quando la accarezza seduta in riva al mare sulla sua carrozzina, va pazza per le carezze e per gli abbracci.
Sindrome polimalformativa, questa la prima
diagnosi che i genitori hanno ascoltato dai medici dopo la nascita di Camilla. Pochissimi i casi in Italia, sono troppe persino le dita di una mano per contarli.
Camilla è anche affetta dalla sindrome oculo-auricolo vertebrale, ha subito un intervento al Meyer per aprire uno degli occhi completamente chiuso, ha un rene più piccolo dell’altro e un grave difetto interatriale al cuore, un
forellino” di 14 millimetri per il quale, come per il resto, è seguita e costantemente monitorata da specialisti. La ragazza ha urgente bisogno di un’auto “speciale”, perché adatta a lei, per potersi spostare con la madre sia per le visite specialistiche sia per i piccoli, grandi “viaggi” che la rendono particolarmente felice, come quando passa le giornate al mare.

La raccolta fondi “In viaggio con Camilla” nasce per sostenere la famiglia nell’acquisto della macchina con una somma di 11.000 Euro.

Per donare:
https://www.gofundme.com/f/gofundmecomfin-viaggio-con-camilla 



3 luglio 2021

FONTE: Vtrend

domenica 8 agosto 2021

Federica dona ancora! Riceve € 1500 e li devolve alla ricerca del Centro Dino Ferrari

CAPRI LEONELa “principessa guerriera” Federica riesce a rendere speciali tutti quelli che la circondano, ed ancora una volta ha voluto devolvere una donazione fatta alla onlus che porta il suo nome “Family’s Smard La Dolce Federica Onlus” al Centro Dino Ferrari di Milano, per finanziare la ricerca per trovare una cura alla Smard 1

Federica ha ricevuto in regalo la somma di 1500.00 euro da uno zio che il 13 luglio scorso ha compiuto 50 anni. Si tratta di Riccardo Longo, che fa parte dell’associazione “Etna Chapter
gruppo di motociclisti Harley-Davidson di Catania.

Zio Riccardo ha preferito invece che ricevere dei regali per se stesso regalare un sorriso a Federica, a lei che è l’anima dell’associazione “Family’s Smard La Dolce Federica Onlus”.

La piccola, a sua volta ha voluto donare la somma al “Centro Dino Ferrari di Milano”, per poter trovare una cura alla Smard1 e poter aiutare tutti coloro che ne sono affetti.

«Donare agli altri – affermano papà Davide e mamma Laura – ci rende migliori di quello che noi siamo, sostenere la ricerca è l’unica speranza per poter aiutare Federica e tutti i piccoli pazienti di malattie rare. Vogliamo ringraziare Riccardo Longo la sua famiglia e l’associazione Etna Chapter per l’affetto, il sostegno che in questi mesi hanno avuto per Federica, per la nostra famiglia e per tutti i piccoli pazienti affetti da Smard 1».

«Per raggiungere un obiettivo – conclude Laura Portale – bisogna remare tutti nella stessa direzione, per poter raccogliere i frutti di anni di lavoro bisogna crederci e c’è bisogno dell’aiuto di tutti, perché il mare è fatto di tante piccole gocce che unite tra di loro formano gli oceani. Quando doniamo per la ricerca oltre che aiutare gli altri aiutiamo noi stessi a vivere in un mondo migliore».


17 luglio 2018

FONTE: Associazione "Centro Dino Ferrari"

giovedì 5 agosto 2021

Emporio solidale "7 ceste", un aiuto importante per le famiglie in difficoltà

La Caritas Diocesana di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, in collaborazione la Fondazione Assisi Caritas, gestisce l’emporio solidale diocesano “7 Ceste” di Santa Maria degli Angeli, dando una risposta concreta alle tante famiglie che, a causa della povertà e delle difficoltà sociali, non riuscirebbero ad accedere ai beni di prima necessità.

L’emporio è concepito come un vero e proprio piccolo mercato dove, in base alla possibilità concessa da un’apposita commissione, si procede con la spesa di prodotti freschi, surgelati e a lunga conservazione. Infatti si opera in stretto coordinamento con le Caritas Parrocchiali, i CVS locali e soprattutto con il Comune di Assisi, partner del progetto fin dall’apertura di aprile 2016, che mette a disposizione i locali. Nel tempo si sono aggiunti anche i Comuni di Bastia Umbra e Bettona.

A seguito della grave situazione economica e sociale che si è sviluppata con la diffusione del COVID-19, l’emporio solidale ha visto un incremento della richiesta di aiuto da parte di famiglie in difficoltà economica a causa della pandemia e contemporaneamente ha dovuto riorganizzare gli spazi in ottemperanza alle indicazioni dei DPCM.

Nei primi mesi della pandemia durante la primavera 2020 si è pensato di dare accesso all’emporio a tutte le famiglie che ne facevano richiesta, nessuno escluso. L’assortimento di prodotti di prima necessità si è reso necessario quasi con cadenza giornaliera, acquistando quanti più prodotti possibili per evitare di trovarsi con scarse quantità a fronte della richiesta sempre più numerosa di aiuti. Con l’obiettivo di potenziare l’approvvigionamento di derrate alimentari e forniture di beni di prima necessità, è stato attivato un servizio di consegna di beni a domicilio finalizzato a sostenere necessità sommerse e nuovi poveri.

Inoltre si è deciso di implementare il servizio di ascolto utilizzando la tecnologia informatica: si è attivato un ascolto in modalità da remoto che ha consentito ai volontari di raggiungere le persone difficoltà il più velocemente possibile e in maniera più completa rispetto alla semplice telefonata, mantenendo vive le relazioni con i più fragili.

Per contribuire invia un’offerta a

Fondazione Assisi Caritas

IBAN: IT32Y 02008 38278 000104548803

causale: EMPORIO 7 CESTE


FONTE: Caritas Diocesana

lunedì 2 agosto 2021

Dopo l’incidente, Andrea ha bisogno di costose cure: aiutiamolo in tanti, anche con una piccola donazione

Da quel maledettissimo giorno la sua prospettiva è completamente cambiata: Andrea Donadeo, residente a Sava, era un 17enne come tanti, spensierato e pieno di gioia, di vivere e di fare, di pensare al futuro. Il suo era un micro-mondo zeppo di sogni e progetti. Poi, quel 19 settembre 2019, un terribile incidente sulla strada per Mottola. Andrea era in macchina con altri ragazzi come lui, di ritorno da un colloquio di lavoro a Bari, quando rimase coinvolto in un frontale con un’altra auto e, purtroppo, entrò in coma dopo aver preso una violentissima botta sulla testa. Un mese di degenza al Santissima Annunziata di Taranto, poi il trasferimento in una clinica privata del Sud Italia. La riabilitazione comincia a dare i suoi frutti ma nel marzo 2020 ecco che s’insinua il Covid-19 e zia Laila, fino ad allora sempre accanto ad Andrea, è costretta a lasciare la clinica. Andrea si trova a combattere da solo per sei lunghi mesi. I medici dicono che per Andrea ci sono poche speranze di un ritorno alla sua vita di prima, di tornare a essere quel ragazzo bello e solare che era. Di qui il suo trasferimento in una clinica di lungo-degenza.

Zia Laila non si arrende, continua a lottare e riesce, dopo una dura battaglia, a portare via il suo amato nipote da quel posto. Solo nella clinica Quarenghi di San Pellegrino Terme sentirà parole di speranza da parte dei medici che hanno preso in cura il suo amatissimo nipote. Parole di speranza che zia Laila accoglie con gioia ma anche con più forte determinazione, quella che la porterà ancora una volta a voler lottare più forte per far tornare Andrea a quella normalità che ogni ragazzo come lui merita.

Andrea è tuttora intrappolato nel suo corpo e ha solo minime reazioni. Ma c’è una speranza, perché quella non deve mancare mai. Una clinica in Austria specializzata in questo tipo di riabilitazione può concretamente aiutarlo. Clinica costosa ma necessaria vista la sua situazione. Proprio per questo rivolgiamo un appello a tutti voi, gente di cuore, affinché con le nostre donazioni, anche di piccola entità, possiamo aiutare Andrea a tornare a vivere una vita vera, quella che gli spetta. Un piccolo gesto può fare tanto! Tutti insieme, uniti, si può raggiungere grandi risultati.
Con la causale: "Per le cure di Andrea Donadeo" doniamo, anche quel poco che possiamo, sull’IBAN: IT13 T010 3079 0400 0000 0309 1615

oppure sulla piattaforma gofundme

Per seguire l'evoluzione della vicenda di Andrea c'è la sua pagina Facebook: "La storia di Andrea Donadeo"


16 maggio 2021

FONTE: Lo Strillone