mercoledì 17 dicembre 2014

La vecchietta che aspettava Dio


C'era una volta, un'anziana signora, che passava in pia preghiera molte ore della giornata. Un giorno, sentì la voce di Dio che le diceva: “Oggi verrò a farti visita”.
Figuratevi la gioia e l'orgoglio della vecchietta. Cominciò a pulire e lucidare, impastare e infornare dolci. Poi, indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l'arrivo di Dio.
Dopo un pò, qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire. Ma, era solo la sua vicina di casa, che le chiedeva in prestito un pizzico di sale. La vecchietta la spinse via: “Per amore di Dio, vattene subito, non ho proprio tempo per queste stupidaggini! Sto aspettando Dio, nella mia casa! Vai via!”. E sbattè la porta in faccia alla mortificata vicina.

Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio, si rassettò e corse ad aprire. Ma chi c'era? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga, che vendeva bottoni e saponette da quattro soldi. La vecchietta sbottò: “Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un'altra volta!”. E chiuse la porta sul naso del povero ragazzo.

Poco dopo, bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò davanti un vecchio cencioso e male in arnese. “Un pezzo di pane, gentile signora, anche raffermo... E se potesse lasciarmi riposare un momento qui sugli scalini della sua casa”, implorò il povero.
Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio! E stia lontano dai miei scalini!”, disse la vecchietta stizzita. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si dispose di nuovo ad aspettare Dio.

La giornata passò, ora dopo ora. Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamente delusa. Alla fine, si decise ad andare a letto. Stranamente, si addormentò subito e cominciò a sognare.
Le apparve in sogno il buon Dio che le disse: “Oggi, per tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi hai ricevuto”.


Autore: Bruno Ferrero



Bella e semplice storia che ci insegna una grande Verità: che Dio lo possiamo trovare negli altri, nel nostro prossimo.
Cosa serve infatti pregare tanto o andare regolarmente in Chiesa, se poi siamo sgarbati con gli altri, gli chiudiamo la porta in faccia, o ci comportiamo male, senza comprensione e Carità persino con i nostri cari, tra le mura domestiche? La preghiera, certo, ci deve essere, rafforza la nostra unione con il buon Dio, ma deve essere vissuta con sentimento, ci deve portare alla Carità, deve essere un estensione stessa della Carità. Come ci ha detto il nostro Gesù: “Ogni volta che avete dato da mangiare a un affamato, da bere a un assetato, vestito un povero, visitato un malato, ospitato un forestiero, visitato un carcerato...... lo avete fatto a Me”.

Una semplice e bella storia quindi, perfetta per questo periodo di Avvento in avvicinamento al S. Natale. Ma ricordiamoci sempre che non bisogna "essere buoni" solo a Natale.... ma in ogni giorno della nostra vita. Sempre il Signore, nelle vesti del nostro prossimo, bussa alla nostra porta, e sempre dobbiamo essere pronti ad aprirgli, ad aprire il nostro cuore. E' questo quello che Lui ci chiede.

Marco

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